Un addio doloroso al Monumental

Il 26 febbraio 2026 resterà per sempre una data incisa nella pietra e nel cuore dei tifosi dei Millonarios, segnando la fine definitiva di un’era irripetibile. Questa sera, lo Stadio Monumental si prepara a salutare per l’ultima volta Marcelo Gallardo, che guiderà la squadra contro il Banfield nella settima giornata del campionato. La decisione del “Muñeco” è arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma è frutto di una riflessione maturata dopo un avvio di Torneo Apertura disastroso e insostenibile. Con sole 2 vittorie, un pareggio e tre sconfitte consecutive nelle prime sei gare, la situazione è precipitata rapidamente, rendendo inevitabile questo doloroso divorzio. Nonostante il rinnovo firmato lo scorso ottobre fino al 31 dicembre 2026, l’allenatore ha scelto di farsi da parte con l’onestà intellettuale che lo ha sempre contraddistinto.

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Il fallimento del Gallardo Bis

Il secondo ciclo di Gallardo, iniziato nell’agosto 2024 tra grandi speranze, si chiude purtroppo senza trofei e con l’amarezza di non aver mai trovato una vera identità di gioco. I tifosi sognavano nuovi trionfi, ma la realtà ha presentato il conto con un Torneo Clausura deludente e una mancata qualificazione alla Libertadores che pesa come un macigno. Nemmeno gli acquisti di caratura internazionale come Acuña e Montiel sono bastati a risollevare le sorti di una squadra che è apparsa spesso confusa e fragile. Dal giorno del suo ritorno, il River Plate non è mai riuscito a essere all’altezza della sua gloriosa storia, portando il tecnico a capire che non c’erano più soluzioni tattiche o emotive al problema.

Una leggenda eterna per il River

Tuttavia, l’amarezza del presente non potrà mai cancellare l’amore incondizionato e le pagine di storia scritte indelebilmente da Gallardo nel suo primo ciclo. Parliamo dell’allenatore più vincente di sempre, capace di portare in bacheca 14 trofei da tecnico e di regalare al popolo biancorosso la gioia più grande: la Copa Libertadores vinta a Madrid contro il Boca Juniors.

Quella notte al Santiago Bernabeu e i 22 titoli complessivi (tra giocatore e allenatore) rappresentano un patrimonio che nessuno potrà mai macchiare, nemmeno le difficoltà di questi ultimi mesi. Dopo il fischio finale contro il Banfield calerà il sipario sul Gallardo bis, ma dietro le quinte rimarrà l’appartenenza viscerale di chi ha reso grande il River nel mondo.

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